Perché i pesticidi fanno male alla salute?

Nella categoria “pesticida” (o fitofarmaco) si ricomprendono sostanze chimiche quali erbicidi, insetticidi, disinfettanti e repellenti che vengono usati nei campi agricoli per contrastare e prevenire erbe infestanti, funghi, insetti e roditori molesti. I pesticidi hanno composizione chimica e caratteristiche diverse tra loro: alcuni contengono sostanze inorganiche a base di arsenicato, cloro, zolfo, altri invece sono più complessi. I più diffusi tra questi ultimi sono i composti organici semivolatili (Svoc) e non volatili (Nvoc).

La tendenza a coltivare una sola specie di coltura su vaste aree di terreno e lo sviluppo dell’agricoltura intensiva hanno reso indispensabile il ricorso a questi prodotti, che dalla metà del secolo scorso vengono utilizzati per proteggere i campi da eventuali “nemici naturali” e nel contempo aumentare la produzione agricola. Soltanto a partire dagli anni ’70 ed ’80 si è cominciato ad avere qualche perplessità circa l’effetto di questi prodotti sull’ambiente circostante e la salute degli uomini. Alcuni studi hanno iniziato a mettere in evidenza i danni provocati dai pesticidi, responsabili dell’inquinamento di numerose falde acquifere. Nel 1992 l’atrazina, che era un pesticida utilizzato nelle colture dei cereali, è stato messo al bando ancora prima che l’Unione Europea si pronunciasse in tal senso.

Prima di essere immessi sul mercato, i pesticidi di ogni genere devono essere sottoposti ad alcuni esami tossicologici, per individuare quali sono gli effetti sulla salute dell’uomo e sull’ambiente, sia a breve che a lungo termine. In base ad una attenta valutazione, i pesticidi vengono classificati in: pericolosi, molto pericolosi o nocivi. Questi ultimi, in particolare, possono provocare danni diretti alla salute, attraverso il contatto con la pelle o la semplice inalazione. In genere le manifestazioni di intossicazione appaiono al massimo dopo 24 ore dall’esposizione alla sostanza. I sintomi sono: irritazione agli occhi, al naso e alla gola, tosse, difficoltà di respirazione. Possono insorgere anche dolori addominali, nausea, mal di testa, vomito e difficoltà nei movimenti. Se la sostanza nociva è invece entrata in contatto con la pelle possono comparire arrossamenti, irritazioni, problemi ad alcuni organi se la sostanza è stata inalata in grosse quantità. E’ sempre consigliabile, in questi casi, recarsi subito in ospedale e affidarsi al personale per i dovuti accertamenti. Secondo alcuni studi sull’esposizione ai pesticidi da parte di donne in gravidanza e bambini, potrebbe esserci un legame tra l’esposizione di donne incinte all’insetticida “clorpirifos” e il quoziente intellettivo dei loro bimbi all’età di sette anni circa. Sono risultati inferiori sia il quoziente di intelligenza, che la memoria. Non esiste ancora un fondamento scientifico a questo studio, ma è evidente che il nesso rilevato è preoccupante.

In base alle analisi effettuate da Legambiente, nel 2010 i residui di pesticidi sul cibo sono purtroppo in aumento. Naturalmente, la presenza di pesticidi è maggiore su frutta everdura. Esistono controlli sui prodotti alimentari per valutare i livelli massimo di residuo (Lmr) consentito dalla legge. Quando un alimento presenta un residuo superiore al limite stabilito, viene subito ritirato dal commercio. Le tipologie di pesticidi oggi usati nell’Unione Europea sono circa 400, e sono giudicati sicuri in base alle valutazioni della Commissione Europea. Per quanto si cerchi di tenere sotto controllo tali prodotti, è ovvio che i danni da essi provocati all’ambiente e alla salute dell’uomo sono sempre di più. Oggi gli studi su questo argomento aumentano, e grazie allo sviluppo dell’agricoltura biologica i pesticidi stanno diminuendo, per lasciare il posto a metodi di coltivazione naturale della terra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *