Bellezza a prova d’ambiente

La sensibilità ambientale sta crescendo in ogni ambito ed anche il settore della cosmetica e dell’estetica in generale non si esime. L’inquinamento, l’impatto ambientale sono questioni molto delicate e la percezione della loro importanza sta aumentando fortemente. Le grandi case del settore dell’estetica non sono affatto indifferenti a questi problemi. Molti semplici gesti e attività quotidiane necessarie hanno effetti che si ripercuotono sull’ambiente.  Per detergere la pelle, lavare il corpo e i capelli si usano prodotti che contengono olio di palma, un tensoattivo, ossia una sostanza attiva con la funzione di detergere. Poiché la produzione di questa sostanza è molto

La sensibilità ambientale sta crescendo in ogni ambito ed anche il settore della cosmetica e dell’estetica in generale non si esime.

L’inquinamento, l’impatto ambientale sono questioni molto delicate e la percezione della loro importanza sta aumentando fortemente. Le grandi case del settore dell’estetica non sono affatto indifferenti a questi problemi.
Molti semplici gesti e attività quotidiane necessarie hanno effetti che si ripercuotono sull’ambiente.  Per detergere la pelle, lavare il corpo e i capelli si usano prodotti che contengono olio di palma, un tensoattivo, ossia una sostanza attiva con la funzione di detergere. Poiché la produzione di questa sostanza è molto redditizia, la sua coltivazione sta sottraendo spazio alle foreste soprattutto in Malesia, Borneo e Colombia. Così l’olio di palma sta contribuendo all’aumento della presenza dell’anidride carbonica nell’aria (dai 4 agli 8 punti percentuali delle emissioni totali). Ma qualcosa sta cambiando. Un segno di questo cambiamento è rappresentato dall’adesione dell’azienda Body Shop all’associazione Roundtable on Soustainable Palm Oil, nella quale i 250 membri si impegnano a trovare soluzioni eco-sostenibili. Body Shop è una delle più grandi imprese produttrici di saponette detergenti e la sua adesione testimonia la volontà di un impegno serio da parte dei produttori a tamponare l’effetto serra.

Un’altra iniziativa all’insegna del rispetto dell’ambienta è quella presa da Lancome che, insieme a Legambiente, nei primi 3 mesi del 2008, ha sviluppato un progetto di riforestazione destinato al recupero di una zona devastata dagli incendi in Puglia. L’intervento dell’azienda si concentrerà nella Cava San Samuele di Cafiero, nel comune di San Ferdinando: lo scopo è quello di piantare 30000 alberi. Lancome ha devoluto a questa causa 5 euro per ogni prodotto della linea “Primordiale” acquistato. Ma l’impegno dell’azienda non si è limitato a questa iniziativa. Lancome ha deciso, infatti, di ridurre il consumo di energia per la produzione di principi attivi destinati all’arricchimento dei prodotti per la cura della pelle.

Anche altre aziende hanno prestato il loro impegno per la causa ambientale. Aveda ha predisposto tutti i suoi stabilimenti all’ uso di energie alternative. Dall’inizio del 2007 il laboratorio di Minneapolis di Aveda si serve di energia eolica, mentre la sede di Milano acquista quella proveniente da fonti rinnovabili. Shiseido, azienda giapponese che realizza prodotti di bellezza, ha installato un sistema di pannelli solari sul tetto della sua azienda americana, in New Jersey. Questa operazione ha permesso di ridurre del 40% il fabbisogno elettrico e di risparmiare ogni anno circa 100000 dollari.

Anche l’inchiostro delle scritte che compaiono sulle confezioni dei prodotti inquina. Khiel’s ha deciso di utilizzare un inchiostro ricavato dalla soia che contiene meno sostanze tossiche, facilita il riciclo della carta e prolunga la durata media degli impianti di stampa. Per quanto riguarda le confezioni, l’azione di Aveda si è concentrata sulla diminuzione dell’impiego di materiali vergini, puntando all’utilizzo di materiali riciclati. Anche Collistar è attenta al packaging: lo scorso anno il suo Superconcentrato Notturno Anticellulite si è aggiudicato, grazie alla scelta di materiale plastico altamente riciclabile del flacone, l’oscar dell’imballaggio, promosso dall’ I.I.I e il Conai.

Un altro progetto lodevole è stato quello della casa svizzera La Prairie, che ha lanciato sul mercato l’advanced marine biology cream. Si tratta di una crema realizzata con sostanze che derivano da piante marine che contiene proprietà contro l’invecchiamento della pelle. Queste proprietà si basano sull’attività di elementi botanici oceanici, ottenuti, però, senza intaccare minimamente l’ecosistema marino. Infatti queste piante marine sono coltivate sulla terra, mediante l’innovativa tecnologia mariponica che consente di fare a meno del mare.

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