Rifiuti elettronici: come comportarsi?

Se in media un cellulare viene sostituito ogni due anni, a meno che non si tratti di un appassionato di tecnologia sempre alla ricerca dell’ultimo modello sul mercato, per il pc in genere il tempo di rimpiazzo sale a tre anni. Ma dove vanno a finire questi rifiuti elettronici? Durante la produzione di oggetti tecnologici, quali appunto cellulari e computer, vengono emesse nell’ambiente sostanze altamente tossiche. Ma anche quando vengono buttati via, questi oggetti diventano nemici acerrimi dell’ambiente, poiché sprigionano emissioni dannose per noi tutti. I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche vengono definiti con un acronimo, che è RAEE.

Se in media un cellulare viene sostituito ogni due anni, a meno che non si tratti di un appassionato di tecnologia sempre alla ricerca dell’ultimo modello sul mercato, per il pc in genere il tempo di rimpiazzo sale a tre anni. Ma dove vanno a finire questi rifiuti elettronici?

Durante la produzione di oggetti tecnologici, quali appunto cellulari e computer, vengono emesse nell’ambiente sostanze altamente tossiche. Ma anche quando vengono buttati via, questi oggetti diventano nemici acerrimi dell’ambiente, poiché sprigionano emissioni dannose per noi tutti. I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche vengono definiti con un acronimo, che è RAEE.

Per limitare i danni all’ambiente provenienti da questo tipo di rifiuti è stato emanato uno specifico decreto ministeriale, il n. 65/2010. In questo provvedimento si stabilisce che le aziende che producono tali oggetti sono obbligate a ritirare gratuitamente gli apparecchi in disuso al momento in cui se ne acquistano di nuovi, purchè si tratti di modelli della stesso tipo e che i vecchi apparecchi non risultino danneggiati, e quindi inservibili.

Sono poi i negozi e gli esercizi commerciali che devono stoccare tali rifiuti e inviarli negli appositi centri di raccolta. Se c’è bisogno di liberarsi di un rifiuto di questo tipo in qualsiasi altro caso, chiedete al Comune quale è il centro di smaltimento a voi più vicino e portateli lì.

Ma soprattutto, prima di farlo chiedetevi se ve ne state liberando solo per sfizio o se invece è necessario: prima di sbarazzarvi del tutto di un computer (che magari non va veloce come quello di ultima generazione) prendete in considerazione l’ipotesi di regalarlo ad una biblioteca o ad una scuola. A volte basta un po’ di buon senso per far recuperare alle cose il giusto valore.

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