Analisi del caffè, nota di grande stile

Una nota azienda ospedaliera situata in una regione nel Nord Italia, della quale per ovvie ragioni di anonimato e di privacy non possiamo citare pubblicamente il nome, si è posta molte domande al riguardo della qualità dei distributori automatici di caffè, onnipresenti in qualsiasi luogo pubblico, e della relativa qualità della bevanda stessa. Per effettuare questa curiosa analisi, i dirigenti ed i responsabili nonchè curatori personali del progetto si sono rivolti ad equipe di esperti specializzati nelle analisi sensoriali delle bevande proposte dalle macchinette, allo scopo di avere un quadro più dettagliato, con tanto di certificazioni di garanzia degli esperti

Una nota azienda ospedaliera situata in una regione nel Nord Italia, della quale per ovvie ragioni di anonimato e di privacy non possiamo citare pubblicamente il nome, si è posta molte domande al riguardo della qualità dei distributori automatici di caffè, onnipresenti in qualsiasi luogo pubblico, e della relativa qualità della bevanda stessa.

Per effettuare questa curiosa analisi, i dirigenti ed i responsabili nonchè curatori personali del progetto si sono rivolti ad equipe di esperti specializzati nelle analisi sensoriali delle bevande proposte dalle macchinette, allo scopo di avere un quadro più dettagliato, con tanto di certificazioni di garanzia degli esperti accorsi in loco, della qualità effettiva del caffè che i clienti dell’ospedale consumavano quotidianamente.

La verifica, consisteva nell’assaggio sul posto del caffè erogato dalle macchinette presenti nell’edificio, e valutare sia il processo di erogazione e sia il prodotto finito e da consumarsi.

Insomma, tutti i fattori che hanno una certa influenza, a volte determinante, come nel caso del processo erogativo.

I due ispettori sanitari ed esperti di caffè che sono stati contattati dall’azienda, hanno avuto modo di valutatare, confrontare e commentare tra loro i dati ottenuti da questo vero e proprio processo degustativo.

Cosa è emerso dai dati?

In definitiva, i distributori automatici presenti nell’azienda hanno fatto rilevare qualche anomalia dovuta all’apparecchiatura, che comprometteva (impercettibilmente per le persone comuni) la qualità del caffè.

E l’azienda ospedaliera?

Ha preso in carico le valutazioni fornite dai due esperti ed è intervenuta nelle apparecchiature difettose, richiedendo in seguito una nuova valutazione per verificare il desiderato aumento di qualità.

Al secondo giro, tutto ok e secondo la norma.

Tutto ciò perché, secondo l’azienda, la qualità della vita passa anche attraverso un caffè in sala d’attesa.

Un comportamento strano in Italia, e sicuramente anomalo, e per questo specifico motivo forse da valorizzare ancor di più.

Una risposta

  1. Nadia

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