Riccardo Dalisi, un volto (al caffè) per Napoli

E’ possibile coniugare nella stessa frase e nello stesso progetto i fattori caffettiere, rifiuti, bambini di strada, il design, l’Alessi, Napoli e la passione di riciclare vecchi ed arrugginiti oggetti in disuso? Facile non lo è mai stato (ma del resto, cosa lo è davvero – ndr.), ma neppure impossibile: non a caso, Riccardo Dalisi ci è riuscito, e per giunta nel migliore dei modi. Scopriamo insieme chi è! Dalisi è un docente di architettura e da ormai tanti anni ha l’onore di insegnare presso l’università di Napoli, precisamente dal 1969; ma si tratta di un docente non comune, decisamente

E’ possibile coniugare nella stessa frase e nello stesso progetto i fattori caffettiere, rifiuti, bambini di strada, il design, l’Alessi, Napoli e la passione di riciclare vecchi ed arrugginiti oggetti in disuso?

Facile non lo è mai stato (ma del resto, cosa lo è davvero – ndr.), ma neppure impossibile: non a caso, Riccardo Dalisi ci è riuscito, e per giunta nel migliore dei modi.

Scopriamo insieme chi è!

Dalisi è un docente di architettura e da ormai tanti anni ha l’onore di insegnare presso l’università di Napoli, precisamente dal 1969; ma si tratta di un docente non comune, decisamente particolare e avvezzo a stravaganze che la dicono lunga, come se dotate esse stesse di voce propria, sulla sua personalità eccentrica.

E’ stato infatti uno dei primi personaggi in Italia ad avere l’intuizione (mossa non solo da gusti estetici e pecuniari, ma anche da sentimenti più che nobili e proiettati sul campo sociale) di realizzare laboratori di strada, con la sua indiscussa capacità di coinvolgere bambini e ragazzi nei suoi progetti, e riuscendo ad avvicinarli al mondo dell’architettura e del design togliendoli a volte da quelle strade che li avrebbero forgiati nel carattere prima, e irrimediabilmente nel destino poi.

Inoltre, i suoi corsi completamente gratuiti ed aperti volentieri a chiunque ne fosse interessato, erano soliti svolgersi nei posti più disparati ed improbabili.

Leggendo divertiti alcune testimonianze dei partecipanti relative a Dalisi, scopriamo che le sue location erano davvero insolite; si passa dai quartieri più degradati e periferici all’edificio della facoltà; e grazie a lui, gli artigiani di Rua Catalana a Napoli, hanno ricominciato da quel giorno (con grande entusiasmo dei commercianti, delle famiglie e talvolta di quartieri interi – ndr.) a lavorare la latta, il ferro ed altri materiali che erano decisamente caduti in disuso e di conseguenza abbandonati nel grande dimenticatoio collettivo.

Iniziative di una figura che per Napoli ha fatto tanto, anche se spesso non è stato riconosciuto allo stesso Riccardo Dalisi il pieno merito godibile e fruibile del suo inconfondibile operato.

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