Creme di verdure in busta: informazioni nutrizionali e rischi per la salute

I prodotti liofilizzati in busta sono una grande comodità per chi ha poco tempo (o voglia) di cucinare: semplici e veloci, in pochi minuti permettono di portare in tavola un primo piatto saporito e gustoso. A questa categoria appartengono anche le creme in busta, preparazioni dalla consistenza vellutata a base di verdure. Ma cosa contengono, quali sono gli ingredienti utilizzati e che risvolti può avere sulla salute il consumo frequente di queste creme liofilizzate? Scopriamolo in questa guida.

Creme di verdure in busta: informazioni nutrizionali e rischi per la salute

Creme di verdure in busta 

Chi ha familiarità con la cucina, lo sa: preparare una crema di verdure è un’operazione tutt’altro che veloce. Bisogna infatti selezionare, pulire, affettare e cucinare gli ingredienti, frullarli nel passaverdure… Cosa, dunque, c’è di meglio di una pratica crema in busta da preparare in pochi minuti? L’operazione è semplice: basta aprire la confezione e versarne il contenuto in una pentola, aggiungere acqua fredda e portare ad ebollizione, cuocendo poi per alcuni minuti. Di solito ciascuna busta contiene due, frequentemente tre porzioni: ecco che con una spesa veramente contenuta (che non supera in genere 1.50 o due euro) si prepara un primo piatto, caldo e saporito, per tutta la famiglia.

Già, ma quali ingredienti sono utilizzati dalle aziende produttrici per questi preparati liofilizzati? I conservanti, per fortuna, sono del tutto assenti: la liofilizzazione, infatti, è un processo conosciuto da migliaia di anni che, attraverso l’eliminazione dell’umidità, permette ai cibi di conservarsi a lungo in modo naturale. Per quanto riguarda tutto il resto, i dubbi sulla qualità e sulla salubrità del prodotto sono più che giustificati. Spesso nell’elenco degli ingredienti troviamo oli e grassi vegetali di scarsa qualità, additivi alimentari (esaltatori di sapidità, correttori di acidità), potenziali allergeni, quantità eccessive di sodio. A tutto ciò si unisce spesso la presenza davvero limitata degli ingredienti che dovrebbero caratterizzare la preparazione come, tanto per fare un esempio, i funghi quasi praticamente assenti proprio in quei prodotti che in etichetta si definiscono “creme ai funghi”.

Di seguito esamineremo gli elenchi di ingredienti dei tre (forse) più popolari tipi di creme in busta presenti in commercio: agli asparagi, ai funghi porcini, alle patate (ed altre verdure).

Creme in busta agli asparagi

Facendo la spesa al supermercato, ci si rende conto del fatto che gli asparagi siano tutt’altro che una verdura a buon mercato. La loro disponibilità è legata soprattutto al periodo primaverile, grossomodo dal mese di marzo a quello di giugno. Forse non tutti sanno che il maggior produttore mondiale di asparagi è la Cina; poiché in etichetta non è specificata la provenienza di questi vegetali, non è da escludere il fatto che le aziende alimentari si possano rifornire di prodotti di provenienza estera o extraeuropea, per garantire la produzione industriale in continuo tutto l’anno. Con queste doverose premesse, vediamo l’elenco di ingredienti di tre tipologie di creme agli asparagi presenti in commercio.

Ingredienti/1:

Farina di riso, amido modificato di patata, farina di mais dolce, zucchero, asparagi (6.6%), latte scremato in polvere (6%), sale iodato, grasso vegetale, estratto di lievito, cerfoglio (1.5%), panna in polvere, aromi, cipolla, lattosio, prezzemolo, spezie, proteine del latte.

Ingredienti/2:

Farina di grano tenero, oli e grassi vegetali, amido di patata, sale da cucina, asparagi (5%), farina di mais, lattosio, estratto di lievito, proteine del latte, aromi, zucchero, spinaci, succo di limone.

Può contenere tracce di: uova, sedano.

Ingredienti/3:

Amido di frumento, amido modificato di tapioca, grasso vegetale, latte scremato in polvere, proteine del latte, lattosio, sale, asparagi (5.3%), panna in polvere, estratto per brodo di proteine vegetali, sciroppo di glucosio, esaltatore di sapidità (glutammato monosodico), cipolla, aromi, aglio, correttore di acidità (acido citrico).

Per essere una crema di asparagi, di asparagi ce ne sono davvero pochi: si parla di percentuali che vanno dal 5.3 al 6.6%. E questo, dal punto di vista del produttore, ce lo si può aspettare: si tratta di vegetali costosi, la cui presenza in quantità superiori comporterebbe dei maggiori costi di produzione. E, naturalmente, prezzi finali maggiori.

Gli ingredienti più abbondanti nella preparazione sono rappresentati da farine ed amidi, che contribuiscono ad incrementare il volume e la consistenza finale della crema: nello specifico, quelli utilizzati sono farina di riso, amido modificato di patata, farina di mais dolce, farina di grano tenero, amido di frumento, amido modificato di tapioca. Ricordando che gli ingredienti sono elencati secondo quantità decrescenti, in tutte le tipologie di crema agli asparagi troviamo anche quantità non indifferenti di oli e grassi vegetali. Si tratta di ingredienti spesso di bassissima qualità, che però avendo costi decisamente ridotti vengono utilizzati in sostituzione di grassi di maggior qualità (e costo) come burro o olio d’oliva. Come si può notare, il sale è fra gli ingredienti relativamente più abbondanti: una cosa di cui tenere conto quando si consumano queste creme in busta.

Una certa attenzione va prestata da parte di chi soffre di intolleranze nei confronti del latte e dei suoi derivati: fra gli ingredienti di questi prodotti in busta possiamo trovare infatti anche latte scremato in polvere, panna in polvere, lattosio e proteine del latte. Anche il glutammato monosodico, nelle persone sensibili o in caso di ingestione di quantità elevate, può dare origine a fenomeni di intolleranza o reazioni allergiche, ma si tratta di eventi decisamente molto rari.

Creme in busta ai funghi porcini

I funghi porcini, si sa, sono ingredienti pregiati. Poiché non possono essere coltivati, ma solo raccolti direttamente in natura, i costi di questa materia prima sono elevati e ciò comporta due aspetti: il primo è che le aziende alimentari frequentemente acquistano porcini di provenienza estera, soprattutto dai paesi dell’Est europeo. Si tratta, tuttavia, di funghi le cui caratteristiche organolettiche (profumo e sapore) spesso di mediocri, e che in alcuni casi si sono rivelati contaminati da metalli pesanti o – peggio – da residui di radioattività causata dall’incidente nucleare di Chernobyl. Ai consumatori italiani si raccomanda spesso di controllare la provenienza dei porcini al momento dell’acquisto, evitando se possibile quelli importati dall’estero; tuttavia, nel caso di funghi contenuti in preparazioni alimentari è impossibile risalire alla loro origine.

Il secondo aspetto, secondo certi punti di vista, può essere considerato ‘quasi’ positivo: di funghi porcini, all’interno delle creme in busta, ce n’è davvero pochi. Ma vediamo, nel dettaglio, tre esempi di liste degli ingredienti:

Ingredienti/1:

Farina di riso, amido modificato di patata, farina di mais dolce, zucchero, grasso vegetale, sale iodato, latte scremato in polvere (4.1%), estratto di lievito, funghi porcini essiccati (Boletus edulis e relativo gruppo, 2.9%), panna in polvere, aromi, lattosio, cipolla, prezzemolo (0.3%), acetosella (0.3%), proteine del latte, aglio.

Ingredienti/2:

Oli e grassi vegetali, farina di grano tenero, amido di patata, sale da cucina, lattosio, estratto di lievito, funghi porcini (Boletus edulis) (2.5%), farina di mais, zucchero, proteine del latte, funghi prataioli coltivati (Agaricus bisporus) (0.9%), aromi, prezzemolo, aglio.

Può contenere tracce di: uova, sedano.

Ingredienti/3:

Farina di grano tenero, farina di riso, latte scremato in polvere, grasso di palma raffinato, sale, panna disidratata, lattosio, funghi porcini secchi (Boletus edulis) (3.6%), estratto di lievito, aromi, cipolla disidratata, preparato per brodo (sale, lattosio, estratto di lievito, zucchero, cipolla, sedano, aglio, estratto di carne), sciroppo di glucosio, funghi prataioli coltivati (Agaricus bisporus) (0.5%), prezzemolo disidratato, aglio disidratato.

Quanti porcini troviamo, effettivamente, nelle creme ai porcini? Sicuramente molti meno, e di inferiore qualità, rispetto a quelli che utilizzeremmo noi se dovessimo prepararci una crema in casa. Per la specie Boletus edulis (nome scientifico dei porcini) si va infatti da percentuali del 2.5% sino al 3.6%, con (in due ricette su tre) in aggiunta anche dei funghi prataioli coltivati (Agaricus bisporus) in misura dello 0.5-0.9%. Aggiunta che contribuisce certo a fare “volume”, ma che non riguarda i pregiati porcini il cui nome spicca sulla confezione del prodotto.

Cremosità e consistenza di questi preparati sono dati dal largo impiego di ingredienti come farine ed amidi, accompagnati da grassi di origine vegetale. Questi sono, nello specifico, “oli e grassi vegetali” o, peggio, il “grasso di palma raffinato”: due tipologie di grassi di qualità molto discutibile, utilizzate per via del loro basso costo.

In queste creme sono contenuti ingredienti come latte scremato in polvere, panna in polvere, lattosio e proteine del latte: attenzione, dunque, a chi soffre di intolleranze verso queste categorie alimentari. In uno dei tre prodotti si segnala la possibile presenza di tracce di allergeni come uova e sedano. Anche il contenuto di sale è elevato, perciò a chi soffre di ipertensione si consiglia un consumo attento e moderato di queste creme vegetali.

Creme in busta alle patate

Per quanto riguarda, infine, le creme alle patate (con in aggiunta, eventualmente, altri tipi di verdura), ecco due esempi di liste degli ingredienti.

Ingredienti/1:

Farina di riso, amido modificato di patata, fiocchi di patate (11.2%), farina di mais dolce, fiocchi di carote (7.5%), sale iodato, grasso vegetale, zucchero, olio d’oliva, estratto di lievito, latte scremato in polvere (2.5%), patate (2.4%), cipolla, panna in polvere, aromi, carote (0.7%), lattosio, spezie, aglio, semi di sedano, proteine del latte.

Ingredienti/2:

Fiocchi di patate (35%), oli e grassi vegetali, porri (13%), farina di grano tenero, patate (7%), sale da cucina, amido di patata, estratto di lievito, lattosio, zucchero, proteine del latte, aromi, spinaci, pepe, noce moscata.

Può contenere tracce di: uova, sedano.

Le industrie alimentari non utilizzano patate “vere” per produrre questi tipi di creme o, almeno, queste non sono l’ingrediente principale (contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare). Solo nella seconda tipologia di prodotto compaiono come ingrediente le patate, seppure con un “misero” 7% sul totale. Il resto di tutto quanto si riconduce al tubero in questione è rappresentato da amido (modificato) di patata e fiocchi di patate.

Anche per queste versioni di crema valgono le specificazioni riportate per le altre: presenza di grassi di discutibile qualità (grasso vegetale), di potenziali allergeni (latte e suoi derivati, uova e sedano) e tenore di sale da non trascurare.

Qualche considerazione sulle creme di verdure in busta

Creme agli asparagi praticamente senza asparagi, creme ai porcini con pochissimi porcini, creme alle patate quasi senza patate “vere”: non si può certo dire che le creme in busta rappresentino la genuinità della cucina tradizionale. Non si tratta di una critica alle aziende alimentari che le producono, che giustamente formulano i prodotti in modo tale da massimizzare i profitti; è però giusto che il consumatore sia informato sul fatto che il contenuto effettivo della busta non corrisponde all’immagine, spesso accattivante, riportata sulla confezione. Per essere più consapevoli e conoscere esattamente ciò che andremo a portare in tavola, un consiglio (banale, ma sempre valido) che si può dare è quello di leggere con attenzione gli elenchi degli ingredienti.

Se si esclude la presenza di ingredienti di qualità potenzialmente scarsa (grassi ed oli vegetali, materie prime di provenienza sconosciuta), le creme in busta rappresentano comunque un’ottima soluzione quando si ha poco tempo per cucinare, oppure non se ne ha proprio voglia. L’importante è che il consumo di questi prodotti non sia eccessivo, ma rientri nell’ambito di un’alimentazione varia ed equilibrata. Questo anche in considerazione del fatto che una porzione di crema in busta è in grado di apportare anche il 30-40% delle quantità massime di sodio consigliate a livello giornaliero: è facile, dunque, immaginare che nel giorno che si consumano queste creme si supereranno con probabilità le dosi massime consigliate: attenzione, dunque, per chi soffre di ipertensione. La possibile presenza di potenziali allergeni come latte e suoi derivati, glutammato monosodico, uova e sedano è anch’essa da tenere in debita considerazione.

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