Quando un personaggio…fa la storia

Nathan Drake da Uncharted deve le sue caratteristiche e il suo successo alle capacità e alla narratività dello sviluppatore che l’ha appunto pensato e alimentato nel tempo. Drake nel dettaglio è un soggetto che in compagnia delle sue battute ironiche gira il mondo alla ricerca di tesori. Il profilo psicologico del soggetto è chiaro: si tratta di un soggetto spavaldo e sicuro si sé, talmente tanto da risultare incosciente in alcuni momenti.

Anche chi non è appassionato di videogames, ha almeno una volta visto su un pack, su un poster o su una maglietta John Marston, il protagonista di Red Dead Redemption, un gioco capace di coinvolgere i giocatori. Il personaggio fin dall’inizio si caratterizza per un’alta caratura morale, quasi incompatibile con i valori del mondo che lo circonda. Proprio le caratteristiche morali, fanno sì che Marston resti fedele alla moglie nonostante i numerosi tentativi di donne e fanciulle che vogliono conquistare John. Il profilo di un santo? Decisamente no! Il soggetto infatti in passato era membro di una banda di delinquenti, dai quali si era poi allontanato per offrire a moglie e figli un futuro diverso. Nel gioco si troverà nuovamente a commettere degli errori, a seguire un percorso tortuoso che lo porterà a trovare una ricompensa nel ritorno a casa.

 Tra i personaggi che hanno avuto l’onore di divenire simbolo del mercato videoludico vi è sicuramente GLADOS, l’intelligenza artificiale che ci ha accompagnato nel bene e nel male in Portal. Nonostante una palese somiglianza tra Glados e il computer di 2001: Odissea nello spazio, è incontestabile come Glados sia totalmente autonomo e originale. E’ proprio Glados, infatti, che con la sua cadenza metallica lascia spazio a innalzamenti della voce, sintomi di momenti di ira; sempre lui che propone rompicapi particolari, ci guida tra le avventure proponendosi ora come consulente, ora come nemico. Un personaggio ora tragico, ora comico, ma che sicuramente non può lasciare indifferenti.



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