Parliamo un pò di azioni

Investire in azioni vuol dire comunemente per molti investire in società quotate in borsa. Di fatto, quindi, tale tipologia di azione corrisponde all’acquisto di una porzione di una determinata azienda-società, operazione che consente di fatto di detenere lo status di socio (a diverso titolo naturalmente e proporzionalmente alla quantità e alla tipologia di azioni acquistate). Questa affermazione consente di comprendere perché la vita dei titoli azionari di fatto sia parallela a quella della azienda di riferimento. Ma quali sono le tappe che hanno visto la diffusione di tale tipologia di investimento? Molti ritengono che le prime spa siano nate nel

Investire in azioni vuol dire comunemente per molti investire in società quotate in borsa. Di fatto, quindi, tale tipologia di azione corrisponde all’acquisto di una porzione di una determinata azienda-società, operazione che consente di fatto di detenere lo status di socio (a diverso titolo naturalmente e proporzionalmente alla quantità e alla tipologia di azioni acquistate). Questa affermazione consente di comprendere perché la vita dei titoli azionari di fatto sia parallela a quella della azienda di riferimento.

Ma quali sono le tappe che hanno visto la diffusione di tale tipologia di investimento? Molti ritengono che le prime spa siano nate nel XIII secolo tra le diverse associazioni di proprietà delle galere, ovvero le Maone genovesi. Altri, invece, collocano l’apparizione delle spa nel 1408, quando apparve il Banco di San Giorgio a Genova. L’ipotesi più avvalorata, però, è quella che pone la nascita delle spa nel XVII secolo, periodo in cui si svilupparono le compagnie di commercio in Olanda, Francia e Gran Bretagna. Una data precisa potrebbe essere quella del 1602, anno in cui nacque la Compagnia Olandese delle Indie Orientali, che può essere vista come la prima Spa, attiva nel commercio con India e Cina di spezie, zucchero, cotone, avorio e seta. Quattro anni più tardi questa società si rese protagonista della prima vendita di azioni della storia.

Proprio nel 1606, infatti, questa società distribuì le prime azioni a coloro che ne facessero richiesta, con il nome di Aktie. Anche in quel caso, con la parola Aktie-azione si faceva riferimento ad una unità minima indivisibile di capitale. Anche allora possedere azioni consentiva a chi li deteneva di essere definito come socio, e di godere quindi dei vari benefici connessi a questo status. Allora, naturalmente, era complesso precedere all’acquisto di azioni, dal momento che comportava un eccessivo impegno connesso ai costi e ai tempi necessari per i trasferimenti verso il luogo di contrattazione.

Proprio per questo motivo, le azioni restavano legate ad un mondo fortemente chiuse, popolato da ricchi e abbienti investitori. Allo stesso modo, i settori di investimento erano legati alle varie compagnie commerciali, e quindi legate quasi esclusivamente a realtà commerciali e di spostamento.

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