Lampade solari, abbronzatura naturale o abbronzanti fast?

Sono sempre più di moda le lampade solari abbronzanti per un’abbronzatura costante nel corso di tutto l’anno. A ricorrere all’abbronzatura artificiale sono sia donne sia uomini, sia giovani che adulti. Vediamo quali sono i rischi e i benefici facendo un confronto tra le varie modalità di abbronzatura.

Abbronzati tutto l’anno. Questo sembra essere il desiderio di molti degli italiani che frequentano abitualmente centri estetici e solarium nelle varie stagioni dell’anno alla ricerca di un’abbronzatura che possa conferire un aspetto estetico curato e oggi di gran moda.

Ma le lampade solari sono tutte sicure?

Quali accorgimenti è necessario prendere per evitare che si possa arrecare danno alla salute della pelle?

Affinché l’esposizione alle lampade solari non comporti rischi per la pelle è necessario che innanzitutto le apparecchiature per l’abbronzatura artificiale siano a norma, per questo sono indispensabili controlli e normative che regolino l’attività di questo settore in continua crescita, è importante inoltre che nei centri estetici e nei solarium ci sia personale professionalmente preparato in grado di informare e consigliare il consumatore sulle modalità di esposizione. È inoltre fondamentale che ogni consumatore faccia delle scelte in base al tipo di fotosensibilità individuale e adotti tutti i comportamenti consigliati prima di esporsi sia alle lampade solari sia al sole estivo o invernale in montagna.

Per affrontare questo viaggio alla scoperta delle varie modalità per abbronzarsi, abbiamo così deciso di confrontare le caratteristiche di un’abbronzatura naturale con quella ottenuta tramite lampade solari o abbronzanti fast, cercando di capire le principali differenze o i rischi comuni.

Lampade solari e rischi per la salute della pelle

Secondo molti esperti, dermatologi e ricercatori, un’esposizione eccessiva alle lampade solari abbronzanti, specie se in giovane età, può arrecare serie conseguenze per la pelle. I rischi peggiori sono quelli di favorire il formarsi di tumori alla pelle, anche in forme aggressive e pericolose come sono appunto i melanomi. Queste sono le considerazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc).

Qualora l’uso ripetuto e costante di lampade solari incominci prima dei trent’anni, il rischio di melanoma aumenta di ben il 75%.

Lettini o docce solari?

Le lampade solari per l’abbronzatura si suddividono in due principali tipologie:

  • lettini
  • docce solari

I lettini permettono al cliente di stendersi e abbronzarsi prima su un lato del corpo e poi, rigirandosi sul lettino, sull’altro lato. Le docce solari, sempre più richieste, permettono invece un’abbronzatura uniforme in tutto il corpo in quanto il cliente entra nella cabina doccia, simile a forma e dimensioni a quelle di una doccia classica, e riceve i raggi contemporaneamente su tutta la superficie del corpo.

Ci sono poi lampade di dimensioni più ridotte che sono impiegate in genere solo per il viso, ma sono di uso più che altro domestico ed è sempre più difficile trovarle nei centri estetici dato che permettono un’abbronzatura solo di una parziale parte del corpo.

Le lampade solari sono tutte uguali?

Le apparecchiature per le lampade solari sono di due tipi:

  • Uv fluorescenti
  • Uv-A ad alta pressione

Nel primo tipo di apparecchiatura la radiazione è data dalla composizione dei sali fluorescenti (fortori), mentre nel secondo caso le lampade contengono vapori di mercurio e alogenuri metallici. Le radiazioni che sono emesse da queste macchine sono Uvc, Uvb, Uva, visibile e infrarossa. L’intensità e la potenza delle radiazioni Uva delle lampade solari ad alta pressione possono essere fino a 5 o 10 volte maggiori rispetto a quelle solari.

(fonte: http://www.iss.it/pres/focu/cont.php?id=98&lang=1&tipo=3)

Informazione, controlli e prevenzione

In Italia risultano esserci circa 13 mila centri estetici o abbronzanti oltre a qualche migliaio di esercizi non autorizzati. Per tutelare la salute del consumatore è necessario effettuare controlli a tappeto per verificare che tutti gli impianti per l’abbronzatura artificiale siano a norma.

Altro aspetto importante è l’informazione: è necessario che il personale che opera all’interno dei centri estetici e dei solarium informi il cliente sulle modalità più corrette per sottoporsi alle lampade solari, illustrando rischi e benefici affinché ogni consumatore possa essere libero e consapevole delle proprie scelte. In tal modo si garantisce una corretta prevenzione dei rischi connessi a una eccessiva esposizione alle lampade solari.

In Francia è stato ad esempio vietato l’uso di lampade solari ai minorenni che sono i soggetti più a rischio dato che i loro melanociti non sono in grado, come in un adulto, di reagire e difendere la pelle dalle radiazioni Uv, e in Germania si pensa di fare altrettanto a livello normativo.

“È giusto, anche in Italia aspettiamo una normativa come quella tedesca- sottolinea Mario Aricò, presidente della Società italiana di dermatologia medica chirurgica ed estetica e direttore della clinica dermatologica di Palermo – Certi raggi possono essere utilissimi, e noi ad esempio li usiamo proprio per curare problemi alla pelle come la psoriasi. Però gli ultravioletti sono capaci di danni importanti perché l’esposizione determina un rapido fotoinvecchiamento della cute. Questo può essere un fattore che provoca l’insorgenza di tumori”

(fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/08/23/troppi-rischi-stop-alle-lampade-solari.html)

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ogni anno nel mondo sono diagnosticati 132 mila tumori della pelle e sono circa 66 mila le persone che muoiono per melanomi. Il dato più sconvolgente e che fa riflettere è che l’incidenza della malattia è maggiore nei Paesi dove l’abbronzatura è diventata una vera e propria moda, basti pensare che in Svezia e in Norvegia il numero di casi di persone ammalatasi di melanoma nel corso degli ultimi 45-50 anni è addirittura triplicato in quanto sempre più persone ricorrono all’abbronzatura.

In Italia ogni anno si registra un incremento del 2% circa di casi di melanomi e in un anno sono circa 7 mila i casi diagnosticati.

Quanto incide l’esposizione a lampade solari o al sole per l’insorgenza di melanomi?

“Non è facile dirlo – sottolinea ancora il professore Mario Aricò – Però voglio ricordare che ogni danno elettromagnetico si somma a quelli successivi. Una volta che mi sono bruciato la pelle con sedute troppo lunghe di solarium, o anche con l’esposizione al sole, non serve a molto interrompere per un po’. Quando riprenderò la pratica, fosse anche l’anno dopo, il nuovo danno si sommerà a quello vecchio. Per questo motivo è bene che i giovani non inizino presto a fare la lampada e più in generale a scottarsi. E oltre ai minorenni è necessario che non facciano la lampada tutte le persone che hanno la pelle chiara e i capelli biondi o rossi. Si scottano facilmente e rischiano gravi conseguenze”.

L’abbronzatura naturale è senza rischi?

Anche l’abbronzatura naturale al sole estivo o di montagna non è esente da rischi per la pelle. L’esposizione ai raggi del sole è benefica per la salute psico-fisica dell’uomo, ma allo stesso tempo è necessario prendere delle precauzioni in base al tipo di pelle di ciascuno e in base al tipo di esposizione al sole.

“Certo che il sole è un cancerogeno, quello mal preso, senza filtri e senza precauzioni – sottolinea Giovanni Leone, responsabile del servizio di fotodermatologia dell’Istituto San Gallicano di Roma –. In teoria il meccanismo di cancerogenesi è lo stesso per i raggi solari e per quelli delle lampade. Ma il sole fa parte del nostro ambiente naturale, ne abbiamo bisogno. Al contrario, le lampade sono uno strumento spinto dal mercato della bellezza. Emettono radiazioni Uva anche sette od otto volte superiori a quelle che si possono assorbire in una giornata di sole”

(fonte: http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/09_luglio_30/lampade_solari_cancerogene_4dec8d3c-7cbd-11de-898a-00144f02aabc.shtml).

Comportamenti da adottare prima di esporsi a lampade solari

Prima di sottoporti alle lampade solari è bene adottare alcuni comportamenti e accorgimenti che sono fondamentali per difendere il più possibile la pelle dai raggi Uva:

  • informarsi che le lampade del centro estetico o del solarium in cui ci si reca siano a norma e di ultima generazione e accertarsi che il centro estetico sia regolare
  • applicare sulla pelle una crema protettiva in base al tipo di carnagione
  • evitare di applicare sulla pelle abbronzanti che accelerino l’abbronzatura perché essi sono a basso spettro difensivo
  • rimuovere dalla pelle eventuali cosmetici
  • togliere le lenti a contatto prima di sottoporsi alle lampade solari in quanto il rischio, con l’elevato calore sprigionato, è che le lenti si possano attaccare all’occhio con gravi danni permanenti
  • indossare assolutamente gli appositi occhialini di protezione che vengono in genere messi a disposizione dal personale del centro estetico o del solarium, tenere solamente gli occhi chiusi infatti non è sufficiente per proteggere gli occhi
  • è utile mantenere sempre una certa distanza dall’apparecchio non inferiore a 30/40 centimetri
  • dopo l’esposizione applicare una crema idratante-lenitiva per contrastare l’arrossamento della pelle
  • evitare di sottoporsi a lampade solari per periodi di tempo piuttosto lunghi, è importante esporsi gradualmente per pochi minuti a seduta
  • evitare di fare ripetute lampade solari nel giro di poco tempo, in genere sono sconsigliate più di tre lampade al mese, è bene infatti che tra una lampada e l’altra trascorrino almeno una decina di giorni
  • valutare l’opportunità o meno di esporsi a lampade solari nel caso si ha una pelle molto sensibile, chiara, lentigginosa o che ha sofferto in precedenza già di eritemi o scottature o con la presenza di molti nei o se si soffre di dermatiti
  • è sconsigliabile l’esposizione a lampade solari a donne in gravidanza
  • se si stanno assumendo dei medicinali valutare assieme un dermatologo o a personale qualificamene preparato se c’è il rischio di una fotosensibilizzazione causata da tali medicinali.

Comportamenti da adottare prima di esporsi al sole

Anche prima di esporsi ai raggi del sole è bene prendere delle precauzione per la difesa della pelle:

  • evitare di esporsi nelle ore più calde della giornata ovvero dalle ore 12.00 alle ore 16.00 circa
  • applicare sempre una crema protettiva adatta al tipo di pelle
  • esporsi al sole in modo graduale iniziando con pochi minuti aumentando poi man mano nei giorni il tempo di esposizione
  • ricordarsi che anche sotto l’ombra dell’ombrellone è necessario applicare una crema solare protettiva
  • riapplicare la crema solare protettiva dopo ogni bagno o comunque ogni due ore circa
  • prestare molto accortezza all’esposizione dei bambini più piccoli ai quali va sempre fatto indossare un cappellino o una maglietta di cotone oltre alla crema solare protettiva
  • indossare occhiali da sole
  • bere ripetutamente per riequilibrare l’idratazione dell’organismo

Le creme autoabbronzanti sono sicure?

Altra alternativa per un’abbronzatura garantita tutto l’anno, oltre a lampade solari, al sole dell’estate o a quello invernale della montagna, ci sono le creme autoabbronzanti o cosiddette “fast”.

Si tratta di prodotti cosmetici che si spalmano sulla pelle e conferiscono gradualmente, applicazione dopo applicazione, una colorazione che richiama quella di un’abbronzatura. Spesso tali creme contengono anche principi rassodanti e idratanti utili per la pelle e sono considerati prodotti innocui per la pelle anche se è sempre bene prendere alcune precauzioni prima del loro utilizzo. Non tutti i consumatori le amano, perché c’è il rischio che, ad esempio, se non massaggiate uniformemente si possano creare delle macchie sulla pelle con un risultato certamente inestetico. Per questo, per evitare la comparsa di macchie o reazioni epidermiche, è bene prendere degli accorgimenti per usare le creme autoabbronzanti:

  • testare innanzitutto una piccola quantità di crema autoabbronzante su una ridotta zona del corpo per verificare se si possano avere reazioni epidermiche (arrossamenti ecc.)
  • distribuire uniformemente la crema su tutta la zona interessata (viso, collo, mani, corpo)
  • applicare una crema autoabbronzante specifica per il viso e una specifica per il corpo, in genere non è consigliabile usare per il viso la crema che invece è stata creata per il corpo, viceversa si può usare una crema autoabbronzante del viso anche per il corpo
  • prima di applicare la crema è consigliabile fare un’accurata pulizia della pelle
  • applicare la crema gradualmente e considerare che l’effetto si vedrà meglio dopo 4-5 giorni di applicazione
  • leggere attentamente le istruzioni, le avvertenze e le modalità di applicazione indicate sulla confezione della crema
  • dopo l’applicazione lavarsi bene le mani e attenzione a non sporcare i vestiti pertanto è bene aspettare alcuni minuti dopo l’applicazione dell’autoabbronzante prima di vestirsi
  • ricordarsi che l’effetto dell’abbronzatura è temporaneo e scomparirà dopo alcune settimane o comunque dopo alcuni lavaggi
  • ricordarsi che l’autoabbronzante non è detto che contenga anche filtri solari protettivi pertanto prima di esporsi al sole applicare una crema solare protettiva.


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