Italiani a tavola: cosa si compra e cosa si mangia

Cosa si mangia ogni giorno e quali sono i cibi che gli italiani preferiscono in questo 2010? La crisi economica, inoltre, ha cambiato il modo di fare la spesa delle famiglie italiane? Con questa inchiesta indipendente cerchiamo di capire cosa portaiamo in tavola noi italiani, cosa compriamo, cosa mangiamo e quante volte, in media, durante la settimana si mangia fuori casa, se per lavoro o per piacere.

Italiani a tavola: cosa si compra e cosa si mangia

Italiani e il cibo: cosa comprano e cosa mangiano

La tavola degli italiani è sempre uguale nel corso del tempo o risente anch’essa dei cambiamenti di stili di vita e della crisi economica delle famiglie?

Sicuramente anche la tavola è lo specchio del cambiamento e dei gusti e delle abitudini del consumatore che sceglie cosa mettere nel suo carrello della spesa, sceglie dove comprare i generi alimentari e quanto spendere in media ogni mese per i cibi e le bevande.

Si potrebbe allora affermare “Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei”. Questo è proprio vero. Spesso da cosa ci compra e da cosa si sceglie di mangiare si può capire l’identikit del consumatore, l’età, la formazione culturale, la professione e le abitudini e il personale stile di vita.

Così nel corso degli anni è cambiato anche il modo di fare la spesa delle famiglie italiane, in crescita gli italiani che acquistano i generi alimentari presso gli hard-discount dove si trovano prodotti a costi più bassi rispetto ad altre catene di distribuzione, altri italiani invece sono soliti per la loro professione pranzare cinque giorni alla settimana fuori casa al ristorante o al bar, altri invece preferiscono pranzare a casa e considerare il pasto come un momento di condivisione.

“Il rapporto degli italiani con la tavola sta cambiando, e anche velocemente – afferma Nicola Dante Basile giornalista e scrittore nel suo libro “New Menu Italia” pubblicato da Baldini Castoldi Dalai Editore – Di certo non è più lo stesso di trenta e nemmeno di venti anni fa. Il Paese è cambiato socialmente, economicamente e strutturalmente, con nuovi stili di vita che si sono affermati, modificando o sostituendo del tutto antiche espressioni, tradizioni e consuetudini […] L’innalzamento dell’età media della popolazione quale effetto dell’invecchiamento della gente; il crescente numero di famiglie con un solo componente (i single); l’affermarsi di nuovi stili di vita e il prorompere del fenomeno multietnico, correlato ai crescenti flussi migratori in entrata, ufficiali e non. Tutti fattori che hanno concorso a determinare in pochi lustri profonde modifiche nella composizione degli acquisti di alimenti e bevande”.

Vediamo ora più nel dettaglio, con l’inchiesta di noi di Guidaconsumatore, come è la tavola degli italiani, cosa si compra e cosa si mangia.

Cosa mettono gli Italiani nel carrello della spesa

Secondo alcuni dati Istat sulle vendite dei prodotti alimentari al dettaglio, nel corso dei primi sei mesi del 2010 si è evidenziato un calo delle vendite per quanto riguarda la pasta, il pane, la carne, il vino e la frutta fresca. Al contrario, è in crescita l’acquisto di prodotti surgelati, in particolare primi piatti surgelati, così come è in aumento l’acquisto di latte, formaggi, ortaggi, salumi, olio di oliva e carne avicola. Da questa prima considerazione si evidenzia che accanto a un cambiamento legato alla crisi economica delle famiglie italiane, si assiste anche a un cambiamento nello stile di vita e nelle abitudini alimentari.

Come sottolinea la Cia (Confederazione italiana agricoltori) i consumi di pasta sono calati del 3,6%, il pane meno 2,4%, mentre i primi piatti surgelati hanno registrato un incremento delle vendite pari al 3,9% così come i cosiddetti prodotti di V gamma ovvero i cibi già cotti che hanno registrato un aumento dell’8,3%.

Da un Rapporto Coldiretti-Censis emerge che ben 430 mila sono gli italiani che dichiarano di non mangiare mai pasta, 930 mila non mangiano mai pane, circa 1,8 milioni non consumano mai riso, quasi 1,2 milioni non mangiano carne, sulla tavola di oltre 3,1 milioni di italiani non c’è inoltre mai il pesce, ben 370 mila non consumano verdura e oltre 1 milione non mangia frutta (fonte: http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=18210).

Italiani: a tavola secondo l’età

Il tipo di spesa e la percentuale di denaro destinato all’acquisto dei generi alimentari varia in base anche all’età del consumatore. La spesa delle famiglie anziane, per esempio, per circa due terzi è destinata all’acquisto del cibo e alla casa (affitto, bollette), mentre un 5% della spesa è destinata ai servizi sanitari.

Un consumatore giovane, con un’età al di sotto dei 35 anni e specialmente se single, destina all’acquisto dei generi alimentari meno del 16% delle spese totali mensili. Le coppie giovani concentrano inoltre le loro spese maggiormente nei settori di elettrodomestici, arredamento e servizi per la casa.

Italiani: a tavola secondo professione e livello culturale

Il modo di mangiare e la scelta di cosa comprare dipende non solo dall’età, ma anche dal tipo di attività professionale e dalla formazione culturale del consumatore.

Tracciando una sorta di identikit in base al tipo di lavoro svolto e al livello culturale, si vedrà che dirigenti e liberi professionisti preferiscono pranzare in modo veloce, ad esempio in un bar, mangiando un tramezzino, per loro infatti il pasto principale non è rappresentato dal pranzo bensì dalla cena. Il consumo di uova, carne e pesce avviene in media una sola volta alla settimana. Tale categoria rappresenta il 17,7% e si tratta per lo più di persone con un livello di istruzione elevata e residenti nel Centro o nel Nord Italia.

Disoccupati e persone che non hanno un regolare rapporto di lavoro, con un livello di reddito molto basso e con un basso livello di istruzione, in genere mangiano un panino con insaccati anche 1 o 2 volte al giorno e solo una volta a settimana consumano verdura, frutta, pesce e uova.

Gli studenti, invece, iniziano la giornata con una ricca colazione, sono soliti fare vari spuntini nel corso della giornata, consumano molta pasta, pane e burro, spesso mangiano ai fastfood e consumano poca frutta e verdura. I giovani con un’età compresa tra i 14 e i 17 anni preferiscono infatti scegliere un panino, una pizza o un pranzo presso le mense.

Cosa si fanno gli italiani quando sono a tavola

Quando ci si mette a tavola, cosa si fa oltre che a mangiare? Il pranzo o la cena sono anche un’occasione per stare con la propria famiglia, gli amici o i colleghi?

Secondo un Rapporto “Gli italiani a tavola” svolto da Format per “La Salute Repubblica” e Somedia emerge che su un campione di 883 italiani:

  • il 27,1% delle persone non risponde la telefono se squilla in concomitanza con il pranzo o la cena per non essere disturbati
  • il 42,7% spegne la televisione
  • il 73% non si alza da tavola finché tutti gli altri non abbiano terminato il pasto
  • l’88,4% aspetta gli altri commensali per cominciare il pasto tutti assieme

“La tavola è incontro, incroci, confronti, allegria, ritualità – scrive Heinz Beck chef noto a livello mondiale nel suo libro “L’ingredientre segreto” pubblicato da Mondadori – La tavola è sempre stata sinonimo di confidenza, vicinanza, condivisione amichevole. Tant’è che ancora oggi si dice ‘non abbiamo mai mangiato alla stessa tavola’ per significare distanza, estraneità, o addirittura inimicizia”.

Italiani, tutti al ristorante

Anche se gli italiani preferiscono pranzare a casa, ci sono italiani che per ragioni di lavoro spesso sono costretti a pranzare fuori casa per cinque giorni a settimana. Nel 2009, secondo dati di Fipe-Confcommercio, gli italiani hanno speso circa 70 miliardi di euro per consumi di pasto fuori casa, il 33,5% della spesa per il consumo totale di genere alimentari.

Il settore della ristorazione conta in Italia 291 mila imprese con 310 mila dipendenti e 670 mila lavoratori occasionali o a progetto. I pasti che vengono preparati ogni giorno dalla catena di ristorazione italiana si aggirano sui 10 milioni.

Gli italiani che scelgono il ristorante lo fanno o per i pranzi settimanali dei giorni feriali lavorativi, oppure per “festeggiare ricorrenze particolari” (44%), per “stare in mezzo alla gente” (38,5%), per mangiare pietanze che “a casa non trova o non prepara”. Inoltre quando si pranza al ristorante è diffusa l’abitudine di consumare un pasto di almeno tre portate, mentre a casa si consuma un piatto unico o solo un primo o solo un secondo, e si tende a ordinare anche il dessert (fonte: http://www.conipiediperterra.com/italiani-tavola-ristorante-0222.html).

Nello scegliere il tipo di ristorante circa 4 italiani su 10 non hanno mai consumato un pasto in un ristorante straniero o mangiato kebab, tacos, involtini primavera o sushi anche da asporto. In Italia si sta diffondendo sempre più l’apertura di vari punti di ristorazione stranieri sia takeaway, ovvero con cibo da asporto, sia ristoranti veri e propri. Il 7% degli italiani dichiara di frequentare abitualmente un takeaway straniero e circa il 5% un ristorante con cucina straniera (fonte: http://www.100soldi.it/index.php?/archives/323-Italiani-a-tavola-4-su-10-non-sono-mai-entrati-in-un-ristorantre-straniero.html).

Dove si informano gli italiani per sapere cosa comprare al supermercato

Le famiglie italiane nel fare gli acquisti di generi alimentari tengono in considerazione anche la pubblicità? Quali sono i mezzi di promozione che maggiormente influenzano la spesa nei supermercati e nei negozi al dettaglio? Secondo un Rapporto Coldiretti-Censis del 2010 sulle abitudine alimentari degli italiani emerge che le principali fonti di informazioni che possono influenzare la scelta dei generi alimentari da acquistare sono, oltre naturalmente alla televisione:

  • web (51,1%)
  • quotidiani e settimanali (34%)
  • suggerimenti di amici e famigliari (25,5%)
  • consigli dei negozianti e del personale del negozio (25,6%)


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