Car sharing: rivoluzione del trasporto cittadino

Bologna, Brescia, Bolzano, Firenze, Genova, Milano, Palermo, Parma, Rimini, Roma, Savona, Torino, Trento, Venezia: ecco le principali città italiane nelle quali si può usufruire del servizio di car sharing. Finalmente liberi dall’incombenza della ricerca di un parcheggio e svincolati dai costi di mantenimento dell’autovettura, questo rivoluzionario sistema di trasporto urbano sta trovando sempre maggiori consensi. Vediamo in cosa consiste il car sharing, e quali sono i vantaggi dal punto di vista economico ed ambientale.

car sharing

Cos’è il car sharing?

Il nome spiega tutto: significa letteralmente “condivisione dell’automobile”. Si tratta dunque di un servizio che consente all’utente di guidare una vettura che fa parte della flotta gestita dalla società di car sharing. La vettura va prenotata, si preleva in uno degli appositi parcheggi riservati, e al termine dell’utilizzo si lascia al parcheggio di partenza, o eventualmente in un altro posteggio. In base all’utilizzo si paga questo servizio: si tratta di qualcosa di molto simile al noleggio, ma più economico e con molti vantaggi aggiuntivi.

Questa innovazione prende origine dal filone della mobilità sostenibile: nelle grandi città ormai ci sono quasi più automobili che posteggi, e i problemi di traffico sono sotto gli occhi di tutti. Oltretutto, i costi per il mantenimento dell’autovettura sono decisamente elevati se si considera l’utilizzo effettivo in città (in genere, si tratta solo di poche migliaia di chilometri all’anno). È stato calcolato che, in Europa, l’80% delle vetture in circolazione trasporta in media 1.2 persone, per un tempo di percorrenza giornaliero effettivo di non più di sessanta minuti!

L’utilizzo del mezzo pubblico è stato sempre incentivato ma non ha mai raggiunto i livelli desiderati, sia per un preconcetto culturale che rende difficoltoso all’italiano medio rinunciare all’automobile, sia per questioni di comodità. L’organizzazione dei mezzi pubblici, infatti, spesso soffre di carenze strutturali come insufficienza delle corse, orari non compatibili con le esigenze di tutti gli utenti, zone periferiche della città scarsamente servite.

Col servizio di car sharing, invece, si unisce la fruizione di un mezzo pubblico con la comodità di potersi muovere liberamente in città. Questa flessibilità, sostanzialmente, trasforma l’automobile da bene di consumo a servizio a tutti gli effetti. Il car sharing, tuttavia, non deve essere interpretato come il tentativo di sostituire le funzioni del mezzo pubblico, quanto piuttosto quello di integrare e migliorare i servizi di trasporto offerti.

Ad oggi non tutte le città italiane dispongono del servizio di car sharing: inoltre esiste un grande divario fra il nord e il sud, dove figura solo Palermo. Molte città sono consorziate nel circuito nazionale “Iniziativa Car Sharing”, promossa e sostenuta dal Ministero dell’Ambiente (ICS, www.icscarsharing.it/): esiste perciò una certa omogeneità territoriale dei servizi offerti. Gli utenti registrati presso l’ICS possono usufruire del servizio di car sharing presso tutte le città consorziate. Complessivamente, a marzo 2010 il parco macchine dell’ICS si compone di quasi 550 veicoli, presenti in undici città e distribuiti su un totale di 370 parcheggi.

Come funziona il car sharing?

Per usufruire del servizio di car sharing bisogna innanzitutto registrarsi presso la società che lo gestisce. Il servizio è attivo tutti i giorni della settimana, 24 ore su 24. Attraverso l’iscrizione all’utente viene rilasciata una tessera magnetica (smart card dotata di microchip) alla quale è associato un codice segreto (PIN). Il suo utilizzo è molto semplice: quando inizia il viaggio, l’utente deve inserire in un apposito dispositivo la scheda magnetica, che consente di aprire e chiudere la vettura. All’avvio deve essere digitato il proprio codice PIN, in modo tale che i dati di viaggio vengano registrati sul computer di bordo. A cadenza mensile o bimestrale il cliente riceverà a casa propria la fattura relativa ai consumi effettuati in quel periodo. Il pagamento può essere effettuato con carta di credito oppure mediante addebito RID sul proprio conto corrente bancario.

Prima dell’utilizzo, l’utente deve prenotare (telefonicamente all’apposito call center, ma anche tramite internet) l’automobile di sua preferenza presso uno dei parcheggi gestiti dal servizio. Durante la prenotazione va specificato il periodo di utilizzo richiesto; il minimo è di un’ora, mentre per periodi superiori alle 72 ore la prenotazione deve essere concordata col gestore. La prenotazione può avvenire con diversi giorni di anticipo e, compatibilmente con la disponibilità dei mezzi, anche fino a un quarto d’ora prima. Nel caso ci fosse la necessità di prolungare il periodo di utilizzo della vettura, bisogna prontamente comunicarlo al call center.

Al termine del periodo prenotato, o comunque alla fine dell’utilizzo, la vettura va riconsegnata presso il parcheggio di partenza. Nel caso di una riconsegna anticipata i minuti non fruiti vengono calcolati al 50% della tariffa oraria nel saldo finale. È possibile anche lasciarla in un altro dei parcheggi preposti, previo avviso al momento della prenotazione, ma in genere questo comporta una maggiorazione della tariffa.

Per disdire una prenotazione basta una semplice chiamata al call center: entro le 24 ore dall’iniziale orario di utilizzo viene addebitato un costo pari al 50% delle ore ridotte o cancellate. Quando, invece, si disdice con più di 24 ore di preavviso, l’annullamento della prenotazione non ha alcun costo.

Dato l’utilizzo intenso cui sono sottoposte le vetture, si ha un ricambio continuo del parco mezzi; questo fa sì che l’utente possa sempre guidare modelli recenti e rispondenti alle normative di sicurezza. Le vetture sono continuamente oggetto di controlli e manutenzioni, e sono dotate di airbag, ABS, climatizzatore, radio; in inverno è inoltre garantito il montaggio delle gomme termiche. A tutt’oggi non sono disponibili vetture idonee al trasporto dei disabili, anche se il loro utilizzo è in fase di valutazione; per il momento non è nemmeno possibile trainare caravan o rimorchi, né trasportare animali domestici.

I Comuni agevolano gli utenti alla guida di autovetture condivise consentendo loro, in genere, di sostare gratuitamente nei parcheggi a pagamento (righe blu), di accedere alle ZTL (Zone a Traffico Limitato) ed alle corsie preferenziali riservate ai mezzi pubblici, e dando la possibilità di circolare liberamente nelle giornate di blocco del traffico. Ciascun Comune ha comunque le sue regole, quindi è bene informarsi preventivamente sulle agevolazioni previste.

Naturalmente, si può utilizzare la vettura condivisa anche in zone extraurbane, senza alcuna limitazione. Nel caso di viaggi al di fuori del territorio dell’Unione Europea è necessario richiedere una specifica autorizzazione. Cosa succede se, disgraziatamente, rimaniamo a piedi per un guasto meccanico? Una semplice comunicazione al call center consentirà l’invio di un carro attrezzi.

Eventuali sanzioni amministratuve e decurtazioni di punti dalla patente sono a carico dell’utente che ha commesso l’infrazione.

Quanto costa il car sharing?

Il costo del servizio si compone di:

  • Quota fissa: può essere annuale o mensile. Il costo si aggira intorno ai 120 euro annui per gli utenti privati, 60 euro per gli studenti e 180 euro per le aziende. In questa quota, comprensiva di IVA e di carburante, è compresa un’eventuale cauzione rimborsabile.
  • Quota variabile: è legata all’utilizzo effettivo delle autovetture. La quota viene calcolata mediante una tariffa binaria, determinata sulla base di una combinazione fra: 1) durata del servizio (quota oraria) comprensiva di eventuali ritardi nella consegna e 2) percorrenza effettiva (quota chilometrica). Le quote variano a seconda della tipologia (classe) del veicolo ed alla fascia oraria di utilizzo, ed in genere vanno a scalare progressivamente. Questo significa che, ad esempio, l’utilizzo della stessa vettura può costare 60 centesimi al chilometro per i primi 100 chilometri, 45 centesimi per i successivi 200 km, 35 centesimi per altri 700 km.
  • Eventuali servizi supplementari: sono rappresentati, ad esempio, dalla restituzione in un parcheggio diverso da quello di ritiro, dalla stipulazione di un’assicurazione extra in caso di incidente, dall’acquisto di una tessera aggiuntiva per altri membri del nucleo familiare, dalla fruizione dell’opzione di utilizzo anche nelle altre città consorziate al circuito.

Tutte le spese fisse legate alla gestione e alla manutenzione dell’autovettura sono a carico del gestore del servizio: perciò l’utente si può dimenticare di assicurazioni, bolli, tagliandi, cambi gomme, revisioni e – udite udite – dei rifornimenti di carburante. Già, perché i mezzi vengono riforniti dal gestore, e l’utente si deve davvero solo occupare della guida. Le autovetture ed i passeggeri sono coperti dall’assicurazione Kasko (che copre tutti i danni derivanti dalla circolazione dell’auto) e dalla RCA. Una bella comodità, insomma! Inoltre, a seconda delle esigenze, si può di volta in volta scegliere se utilizzare una vettura piccola, una familiare o un monovolume.

È stato calcolato che questo servizio è conveniente per chi fa un utilizzo poco frequente dell’automobile: con meno di 10mila chilometri percorsi in un anno, è molto più conveniente usufruire del car sharing. Per valutare se effettivamente il servizio di car sharing sia più conveniente rispetto al possedere una propria vettura, si può scaricare un utile programma che permette di effettuare il calcolo (www.icscarsharing.it/main/doc/car/CostoCS.exe; solo per piattaforma Windows). Tanto per dare un’idea, con percorrenze annue di 5000 chilometri l’utilizzo del car sharing permette di risparmiare ben il 35% sulle spese relative ad un’auto in possesso. Per non parlare dei vantaggi pratici e psicologici: meno preoccupazioni e più libertà di movimento.

Come si fa quando, dopo un lungo utilizzo, il carburante sta per finire? Molto semplice, basta effettuare il rifornimento presso le stazioni di rifornimento convenzionate senza alcuna spesa. Nel caso questo non fosse possibile, l’utente deve antipare la spesa avendo premura di farsi rilasciare la ricevuta: l’importo del rifornimento sarà scalato (o rimborsato) nella fattura successiva.

Vantaggi ambientali del car sharing

Che si tratti di città piccole o grandi, il problema del parcheggio si fa ormai sentire ovunque. Se una famiglia decide di rinunciare a una (o a tutte!) le auto di proprietà, significa che si avrà la riduzione delle vetture parcheggiate per strada.

Essendo le vetture sempre recenti, si ha la garanzia che queste siano conformi alle normative vigenti sulle emissioni inquinanti (Euro 5). L’elevato livello di utilizzo fa sì che le automobili siano sostituite non per questioni di età, quanto per chilometraggio effettivamente percorso. Questo determina la produzione complessiva di un minor numero di autovetture, e di conseguenza minori impatti ambientali dovuti sia al ciclo produttivo industriale che alla rottamazione finale.

Non solo car sharing…

La rivoluzione non si ferma qui: esistono anche progetti volti allo sviluppo e alla diffusione del van sharing, che permette la distribuzione delle merci sul territorio urbano grazie alla condivisione di una flotta di autoveicoli commerciali. Il progetto è ancora nella fase di sperimentazione in diverse città, ma è già attivo a Bologna (www.vansharing.net/) e Torino (www.comune.torino.it/gtt/). Chi è già in possesso di una tessera di car sharing inoltre non è tenuto a sottoscriverne un’altra per il van sharing (www.carsharing.net/).

Siti internet per il car-sharing

Car sharing
www.carsharing.net

Legambiente
http://www.legambiente.org/

Van sharing
http://www.vansharing.net/

Siti specifici per il car-sharing nelle città

Bologna
www.carsharingbrescia.it/

Brescia
http://www.atc.bo.it/carsharing/

Bolzano
http://www.carsharing.bz.it/

Firenze
http://www.carsharingfirenze.it/

Genova
http://www.genovacarsharing.it/

Milano
http://www.milanocarsharing.it/

Palermo
http://www.carsharingpalermo.it/

Parma
http://www.parmacarsharing.pr.it/

Rimini
http://www.riminicarsharing.it/

Roma
http://www.carsharing.roma.it/

Savona
http://www.savonacarsharing.it/

Torino
http://www.comune.torino.it/carsharing/

Trento
http://www.carsharing.tn.it/

Venezia
http://www.asmvenezia.it/accita/carsharing.html

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