In Italia i pannolini usati si riciclano…

Una nuova idea tutta italiana sta per realizzarsi nel campo del riciclaggio. La Pampers noto marchio nel campo dei pannolini, ha dato inizio a una collaborazione con un comune e un centro di riciclo Veneti e sta sperimentando un’idea davvero rivoluzionaria nel campo del riciclo e per la salvaguardia dell’ambiente. Nascerà presto il primissimo centro per la raccolta e il riciclo di pannolini..usati! L’idea nasce dalla volontà di rendere i pannolini riciclabili e riutilizzabili materia prima da utilizzare per la realizzazione di vari prodotti. I pannolini potranno essere infatti utilizzati per realizzare arredi urbani o anche oggetti in plastica, in questo modo verranno ridotti i rifiuti e diminuirà anche l’utilizzo delle discariche o degli inceneritori. L’iniziativa ideata dall’azienda che distribuisce i prodotti Pampers in Italia porterà allo smaltimento di tonnellate di rifiuti e sembra proprio che porterà a risultati soddisfacenti.

in italia i pannolini usati si riciclano

 

L’idea di trasformare i numerosi pannolini usati in qualcosa di utile all’ambiente e non solo, nasce da una interessante collaborazione tra una famosa azienda che produce pannolini, la Pampers e il comune bellunese di Ponte nelle Alpi assieme anche e soprattutto al Centro per il riciclo trevisano di Vedelago.  I risultati che l’azienda, il Comune e il centro di raccolta si sono preposti sembrano realizzabili e molto interessanti. L’idea è quella di riciclare i pannolini usati e diminuire l’impatto che questi prodotti hanno sull’ambiente.

 

L’Italia produce annualmente una quantità importante di rifiuti urbani pari a circa trentadue milioni in tonnellate. Circa il 3% dei rifiuti è costituito da i prodotti assorbenti che vengono usati dalle persone per la cura del corpo. Parliamo di prodotti di vario genere come pannolini, assorbenti per le donne e per le persone incontinenti. Lo smaltimento di questi rifiuti avviene da sempre nelle discariche, si parla di una quantità pari a circa il 77% del totale, mentre il resto viene smaltito con gli inceneritori. Ovviamente quest’ultimo tipo di smaltimento è causa di inquinamento, visto che questi prodotti contengono agenti tossici e patogeni e quindi l’incenerimento provoca una notevole emissione di CO2. Dati preoccupanti che hanno colto l’attenzione della Pampers e non solo.

 

In uno scenario un po’ controverso, la Pampers che produce appunto questi prodotti che sono fonte di inquinamento, ha intrapreso una nuova strada, un po’ più ecologica e a favore dell’ambiente. Il progetto che si svilupperà presso un centro per il riciclo che si trova a Vedelago, partirà a Settembre del 2012 e porterà alla creazione di un vero e proprio Centro per la raccolta e per il riciclo dei pannolini. L’insolito centro raccoglierà i pannolini dei quattrocentomila abitanti che si trovano tra le province di Treviso e di Belluno, e in questo modo verranno riciclate fino a più di cinquemila tonnellate di rifiuti.

 

I pannolini della Pampers vengono messi in commercio sul territorio italiano da parte della Fater Spa, ed è proprio da questa azienda che è nata l’idea. Un ruolo fondamentale nel progetto è anche quello ricoperto dal Comune di Ponte nelle Alpi, che già offre un grande contributo nel campo del riciclaggio in Italia, raggiungendo ben l’88 nella raccolta differenziata. Il risultato sarà quello di rendere i pannolini usati granuli e ricavare materia organica e cellulosica per creare oggetti che si usano normalmente anche in casa e cartoni per l’imballaggio industriale o fertilizzanti.

 

Un noto istituto che si occupa dello studio e dell’analisi sull’ambiente ha calcolato che, grazie a questa iniziativa, nell’area dove sorgerà l’impianto, verranno eliminate più di 1800 tonnellate di Co2 annue, parliamo di una quantità pari a quella che può essere catturata da circa 62mila alberi. I rifiuti presenti nella discarica verranno in questo modo ridotti ogni anno di circa quattromilaseicento tonnellate. Il risultato del processo utilizzato per il riciclaggio dei pannolini usati, dove non vengono in alcun modo utilizzate sostanze chimiche ma bensì il vapore, sarà l’ottenimento di circa una tonnellata di prodotti riciclati, ben 150 Kilogrammi di materia plastica e 350 kilogrammi di materiale organico e cellulosa. Ovviamente questi materiali potranno essere utilizzati per produrre diversi tipi di prodotti di uso quotidiano e non solo.

 

Un’idea che speriamo venga accolta in modo positivo anche da altre regioni italiane, per offrire un contributo reale al problema dei rifiuti, che tanto fa parlare e preoccupa l’Italia.

 

 

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